Racconto breve inventato: La città della matematica

Polonia 1654. Un gruppo di uomini, di diverse età, si stava avvicendando presso i sentieri boscosi della Polonia centrale, avevano passato la notte in una locanda, di un villaggio vicino, avevano mangiato carne di bufalo, uno di quei grossi animali, che
provengono dall'Europa settentrionale. Gli uomini erano tre, uno di vent'anni, l'altro più maturo sulla cinquantina, e l'altro anziano, con una profonda barba bianca, vestito con abiti principeschi blu; gli altri avevano alcuni strumenti di difesa come pugnali, e una lunga spada d'argento, con il manico incrostato di cristallo, uno dei più puri simili al quarzo, il quale si poteva trovare facilmente nelle miniere dell'Africa nera. Gli uomini camminavano a passo svelto, dovevano recarsi nella vicina Germania, per incontrare dei delegati tedeschi con cui avrebbero fatto degli accordi politici. A un certo punto il terreno si aprì sotto i loro piedi, un forte terremoto si sentì, la terra solida sotto di loro, si aprì, e tra urla lancinanti, bestemmie, e imprecazioni divine di ordine teologico, gli uomini precipitarono in una profonda fossa del terreno, continuarono a cadere, ma stranamente al loro arrivo, al loro primo contatto con il suolo, rimasero illesi. L'urto fu morbido, il più vecchio che di nome faceva Pitagoron Xaden, esclamò: ''Amici, dove siamo? -
''Non lo so, signore'' - rispose il giovane Niclkaus, l'uomo più maturo, dalla carnagione scura, dalla quale si poteva dedurre un ricco asiatico, dato il turbante giallo che portava sul capo. Quindi, disse: ''Per Zoroastro, è una magnificenza guardate''. Il panorama che quei tre uomini stavano osservando era spettacolare, si avvicinarono per guardare meglio: palazzi di smeraldo, con porte dell'acciaio più duro si ergevano sopra di loro, diversi uomini, con diversi strumenti goniometrici e trigonometrici, camminavano accanto a loro, ogni palazzo era contrassegnato da un numero o da una risoluzione di un teorema, c'erano venditori, giudici, medici, con diverse funzioni, generali in ogni campo ma specifiche nella matematica, accanto a loro arrivo un giovanotto stempiato vestito con in maniera appariscente, con indosso un ciondolo a forma di quadrato gli disse: ''Benvenuti, o strani visitatori, da dove provenite l'umanità sicuramente non si trova nel migliore dei mondi, qua nessuna scienza è alla pari con la matematica, con i teoremi di geometria, applichiamo le nostre leggi, con i numeri intesi come valori assoluti le formuliamo, qua le scienze matematiche risolvono tutto, la biologia, la politica, la fisica, ogni cosa e alla portata delle nostre leggi, siate i benvenuti o signori, questa è la città della matematica.''

Giulio

Commenti