Il segreto per credere in se stessi
New York 1993. John era un diciotenne con poca voglia di credere in se stesso, non capiva cosa realmente fare, anche se forse il segreto per arrivare a qualcosa che lo facesse stare meglio poteva derivare da lui e da lui soltanto. John era un ragazzo come tanti all'apparenza, ma diverso, aveva dei capelli castani, gli occhi di un marrone acceso misto al color miele, un fisico scolpito e un viso magro e scarno dove si poteva intuire che non aveva più niente da dimostrare a nessuno. Di giorno andava a scuola, seguiva le lezioni, tornava a casa e guardava il soffitto, quasi come a significare che quella era l'unica azione che potrebbe compiere, immaginare qualcosa ma che alla fine non arrivava mai, come una sorta di sogno proibito. Aveva una vita sessuale insignificante e nulla, era timido e introverso, non riusciva a rapportarsi con nessuno e non faceva altro che sminuire se stesso come se quello potesse essere qualcosa per spronarlo, ma che in realtà non faceva altro che modellare continue delusioni. Jonh nonostante questo sapeva fare qualcosa di positivo, era totalmente diverso, aveva fantasia e creatività, poca attitudine per le regole, sopratutto di carattere grammaticale, brillanti doti logiche da applicare nel campo della matematica e della chimica, aveva una buona cultura su basi di letteratura e filosofia, ma un'assoluta timidezza che non faceva altro che
renderlo insicuro riguardo alle relazioni.Un giorno tornò da casa, demoralizzato e distrutto, si guardò allo specchio e cominciarono a sgorgargli dagli occhi delle lacrime, lacrime di rabbia e risentimento nei confronti della società che lo aveva rifiutato per le sue caratteristiche. Si disse: ''Se continuerò a comportarmi così, a cercare di imitare gli altri, a provare di continuo a dimostrare di essere infelice non arriverò a niente, vedrò solamente un ragazzo timido che prova a dimostrarsi sicuro cadendo in errore, forse è quello che vedo dalle mie doti, le posso applicare e ragionare sopra, con calma, sono abbastanza intelligente da trovare una risposta, io non lo so se riuscirò a vincere, a dimostrare di essere apprezzato dagli altri per quello che sono, ma gli faro vedere uno splendido ''gioco'', e ora che ci faccio qui a guardarmi? Andiamo a trovare una soluzione, ce la farò, questo accadrà, nel bene o nel male...''
G.R.C
renderlo insicuro riguardo alle relazioni.Un giorno tornò da casa, demoralizzato e distrutto, si guardò allo specchio e cominciarono a sgorgargli dagli occhi delle lacrime, lacrime di rabbia e risentimento nei confronti della società che lo aveva rifiutato per le sue caratteristiche. Si disse: ''Se continuerò a comportarmi così, a cercare di imitare gli altri, a provare di continuo a dimostrare di essere infelice non arriverò a niente, vedrò solamente un ragazzo timido che prova a dimostrarsi sicuro cadendo in errore, forse è quello che vedo dalle mie doti, le posso applicare e ragionare sopra, con calma, sono abbastanza intelligente da trovare una risposta, io non lo so se riuscirò a vincere, a dimostrare di essere apprezzato dagli altri per quello che sono, ma gli faro vedere uno splendido ''gioco'', e ora che ci faccio qui a guardarmi? Andiamo a trovare una soluzione, ce la farò, questo accadrà, nel bene o nel male...''
G.R.C

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