Racconto breve inventato: Il Sogno

Walter Timmy, stava fumando una sigaretta vicino a un piccolo chiosco che vendeva granite e gelati. Aspirava con vigore la sigaretta, guardando i bambini che giocavano con i suoi profondi occhi blu, e pensando a quanto potesse essere tenera e vivace l'infanzia. Era un agente di commercio, i suoi unici principi di vita erano il denaro e la bella vita, non era sposato, non viveva in compagnia, era nella sua indole vivere da solo e sfogarsi attraverso il divertimento. I capelli brizzolati, la pelle liscia e pallida quasi cadaverica gli davano un aspetto curioso e inquietante suscitando emozioni torbide nelle persone che incrociavano il suo sguardo. Dopo aver fumato, Walter si recò verso casa a grandi passi, non senza difficoltà per via di una ferita alla gamba che aveva riportato durante la guerra nell'Agosto 1944. Cosa strane accaddero durante quel 12 Ottobre 1957, egli vide sprofondò in un varco che si aprì sotto la superficie del Central Park. Un flusso di cosmo e di strane luci avvolsero le sue braccia , le sue gambe, e tutto quello che era presente dentro di sè venne estraniato dalla sua coscienza e si fece forma e materia davanti al suo viso, incredulo, non capendo bene come effettivamente doveva agire preso da quell'inconstante difficoltà. Si ritrovò su un'enorme montagna, alta diverse migliaia di metri, affiancò a sè vi erano animali appartenenti a diverse specie, come giaguari, pantere,cervi e leoni, egli non capendo bene e ancora stordito dal viaggio cosmico, ignorò il pericolo e si avventurò sul sentiero irto di belve feroci. Un giaguaro vide in Walter, una facile preda, e si lanciò su di lui, tentando di azzannarlo, appena Walter se ne accorse tento di mettere le mani avanti, quasi per proteggersi, anche se era difficile per via di quell'imminente attacco. Il giaguaro appena entro in contatto con il braccio di Walter cadde a terra con le ossa frantumate. Due pantere si avvicinarono con un balzo e con gli artigli acuminati protesi verso l'uomo, anche se tuttavia in due colpi quasi instintivi i due felini caddero a terra quasi morti. Una voce presente nella sua coscienza, diceva a Walter, che la sua forza mediante il rapporto con l'atmosfera del nuovo mondo in cui si trovava, era stata centuplicata, egli era molto contento a quella notizia, nonostante la stessa voce cominciò ad essere sempre più forte e insidiosa, finchè, Walter non emise un urlo che distrusse metà della montagna e fece scoppiare i timpani a tutte le creature presenti nel raggio di dieci chilometri. Walter si trovava nella sua camera da letto, con il pigiama indosso e il posacenere ricolmo di sigarette fumate la sera prima, si accorse che era stato solo un sogno, un segno della sua immaginazione inconscia e poi tornò a dormire, non pensando più a ciò che la società riteneva favole per bambini.

Giulio R. Carlo

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