Lettera ad un amore appassito.
Mia cara primula
lascia che iberni il nostro amore per un futuro riconciliarsi delle nostre carni,
poco importa allora
delle nostre menti
puntandoci coltelli vogliosi di trapassarci le teste a partire dai menti
lasciami la mano e cadi nell'oblio
vi troverai promesse,
promesse tagliate come il filo di raso rosso che ci univa per il mignolo
qualche anno fa a quest'ora eravam vestiti solamente di questo
e vivremo ancora altre quattro stagioni all'anno
inizierò ad odiare le margherite, le schiaccerò con piede pesante
non andrò più al mare, ci andavo solamente perchè piaceva a te, tutta quella sabbia che si insinua
nelle scarpe
nei capelli
nella pasta fredda che mangiavi
te e la tua eterna dieta
calpesterò foglie secche, e non potrò più
prender più le calosce ed andare a saltare nelle pozzanghere
solamente per farti arrabiare
sei un deficiente
dicevi
ti sporcavo la gonna
tanto te l'avrei tolta un paio d'ore dopo
non fumerò più in balcone,
ti dava fastidio la puzza di fumo
troverò qualcuno che si farà baciare
senza arricciare il naso
qualcuno che fumerà insieme a me
dopo il caffè ormai freddo
forse però resterà caldo
adesso che ci penso
non ho mai conosciuto una persona così fissata con gli orari
ti svegliavi sempre prima di me
mi preparavi il caffè
allora
comunque ti dedico i miei incubi,
ti ho dedicato le mie paure
e tutti i forse andati a puttane
e no, non puoi tenerti la mia felpa
il tuo sguardo mi è indifferente
sei un fantasma
non ti cerco più in metro, piuttosto dormo
non vorrò mai più andare in quella zona di Berlino sperduta
non ordinerò più la cioccolata calda
non la volevi prendere mai
sai, la dieta
quindi prendevi solamente due sorsi dalla mia
aspetto solamente,
e non so se mai scongelerò il nostro amore
l'ho comunque congelato
quando appassito
aveva già perso
qualche petalo
il suo odore
il suo colore.
Bì

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