Breve racconto horror: un grattare costante
Un grattare costante
Sentii grattare dietro il muro della stanza in cui non entravo mai... Un grattare costante, come un lamento, che interrompeva la quiete della notte. Proveniva dal locale vicino la mia camera da letto, una camera in cui non andavo da anni oramai, la camera di mio figlio.
All'udire di quel rumore mi ricordai di quella notte , in quella notte mi svegliai con lo stesso malinconico suono, in quella notte persi mio figlio... Quel rumore di grattare rimbombava adesso nella mia testa come fece quella notte, ero terrificato al pensiero di alzarmi ed anadare a controllare, l'ultima volta che entrai in quella stanza, l'orrore salì ai miei occhi: vidi mio figlio con un cappio stringente al suo collo, con un volto quasi spensierato ed il suo micio grattare in cerca di un uscita da quella camera degli orrori.
Sapevo che era arrivato il momento di alzarmi ed entrare in quella stanza. Così, spinto da quell'incessante rumore, mi diressi verso la camera, aprii la porta e ciò che vidi mi sconvolse.
Aprii la porta e ciò che apparve ai miei occhi fu incomprensibile: vidi quel micio nero prima appartenente a mio figlio (oramai scomparso dalla morte del suo padrone) impiccato, con il collo quasi mozzato, ed il suo padrone, mio figlio, grattare sulla parete in cerca di un'uscita. Il fiato mi mancò, feci fatica a respirare, e a questo mio ansimare il ragazzo si girò. Aveva gli occhi pieni di sangue che lentamente gocciolava sul suo pallido viso. Mi guardò fisso negli occhi per qualche istante ed in seguito scappò dalla stanza con modi goffi su 4 zampe, proprio come fece il gatto quella notte. Se ne andò. Rimasi da solo in quella stanza con il micio strangolato, solo in quella fredda stanza...
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